SINOSSI

Cosa fa di una donna un’attrice e di un’attrice una star?  La bellezza? Il talento? Il carisma? La fortuna? La disciplina? Un bravo produttore? Domandarselo è lecito anche se non esiste una sola risposta ed esistono diversi tipi di star. Non c’è miglior curriculum del tempo. Un po’ giudice un po’ mago, il tempo è capace di trasformare un semplice volto in un’immagine indimenticabile.

Anita Ekberg è stata la diva per eccellenza. Star internazionale, attrice di talento, simbolo di un periodo che prende il nome da uno dei film più importanti della storia del cinema, La dolce vita di Federico Fellini, di cui nel 2020 ricorre il centenario della nascita.
Ma la vita di Anita è stata tutt’altro che dolce. Molti anni dopo quel fortunato film, ospite in un salotto televisivo, lanciò un appello a Fellini, proponendo di girare insieme “La vita amara”:aveva solo 50 anni, era ancora straordinariamente bella ma la sua carriera si era spenta ormai da tempo.
Cosa proverebbe una star contemporanea se dovesse interpretare Anita? Come si sentirebbe a confrontarsi con la vita di una donna distrutta dal suo stesso successo?

 

IL REGISTA

Antongiulio Panizzi è un regista e autore per la TV laureato in architettura. Ha lavorato per più di quindici anni per i maggiori network italiani, principalmente in programmi di intrattenimento culturale e docureality. Ha firmato il documentario “My Way – The rise and fall of Silvio Berlusconi”  scritto da Alan Friedman e diffuso su Netflix, e diversi documentari per Sky Classica sul Teatro Alla Scala.

 

CREDITS

Regia: Antongiulio Panizzi
D.o.p.: Alessandro Chiodo
Soggetto: Paola Jacobbi, Camilla Paternò
Interpreti: Monica Bellucci
Prodotto da: Dugong Films (IT),